Borgo Montello verso un modello di discarica sostenibile. IndEco: sarà polo pilota a livello regionale

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Dopo il sequestro dell’invaso S8 della discarica di Borgo Montello, la IndEco ha cercato un approccio sostenibile per abbattere le emissioni e la gran parte dei problemi ambientali causati dal sito.

La IndEco ha così deciso di adottare la tecnologia “Airflow”, messa a punto dall’Università di Padova brevettata da Spinoff srl, che prevede l’aerazione in situ dei rifiuti già depositati.

In questo modo si possono “modificare le attuali condizioni anaerobiche del sito, garantendo l’instaurarsi di condizioni di tipo aerobico all’interno del corpo rifiuti. Ciò si traduce in cinetiche di degradazione della sostanza organica fino a dieci volte più rapide rispetto ai normali processi anaerobici, in grado quindi di ridurre in modo sostanziale i tempi necessari ad ottenere una completa stabilizzazione del rifiuto e il rispetto dei diversi parametri ambientali. Il progetto, già varato a Modena e nel Milanese, sarebbe il primo nel Lazio”.

Il sito di Borgo Montello, secondo Indeco, si appresta a divenire un “polo pilota a livello regionale per la realizzazione di un sistema scientificamente avanzato di deposito di rifiuti sul terreno basato su concetti innovativi di sostenibilità ambientale”.

Inoltre IndEco si dice pronta a un intervento di “postgestione attiva dell’invaso S8 mediante l’installazione di un impianto di areazione in situ con insufflazione forzata di aria col metodo Airflow per la stabilizzazione aerobica del corpo di rifiuti e la predisposizione di un impianto tecnologico per il trattamento e il ricircolo controllato del percolato prodotto. I processi degradativi anaerobici – si legge nella nota – producono biogas che contiene metano e anidride carbonica; i problemi ambientali legati alla presenza di biogas, prodotto appunto dalla degradazione anaerobica, sono diversi come rischio di esplosioni, odori molesti, effetto serra. L’intervento proposto da IndEco di stabilizzazione in situ dei rifiuti mediante areazione va ad agire direttamente sulla causa/fonte inquinante, permettendo così a una risoluzione definitiva del rischio del potenziale inquinamento. L’aerazione in situ consente di intervenire nei processi di stabilizzazione dei rifiuti, instaurando condizioni aerobiche entro il corpo discarica e favorendo lo svolgimento di reazioni di degradazione biologica di tipo aerobico della sostanza organica. Tale tipologia di intervento differisce da altre tecniche di messa in sicurezza tipo il capping in quanto agisce direttamente sulla fonte delle emissioni di gas e percolato, garantendo quindi un risanamento definitivo del sito e evitando che problemi ambientali possano comparire nel futuro, a distanza di anni dall’intervento. Il sistema Airflow prevede, quindi, che l’aria venga prelevata dall’ambiente esterno e insufflata a bassa pressione all’interno del corpo rifiuti, consentendo all’ossigeno di propagarsi all’interno dell’ammasso”.

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