Aviointeriors replica a Forte, Giancola e Simeone: “Come azienda privata non dobbiamo dare spiegazioni”

di Redazione – La dirigenza di Aviointeriors non ha gradito affatto l’ordine del giorno depositato dai consiglieri regionali Forte, Giancola e Simeone in cui si chiedono chiarimenti all’azienda di Tor Tre Ponti, rea di aver licenziato 35 dipendenti. In una nota l’azienda ribadisce che la procedura di mobilità si è aperta per 150 dipendenti, si è chiusa con “solo” 75 licenziamenti. Di questi, 35 non hanno trovato un accordo e hanno deciso di impugnare il provvedimento. “Ora, pur comprendendo la situazione di queste 35 persone – scrive l’azienda in una nota – va sottolineata anche la dimostrazione di rispetto e pazienza, nei loro confronti, da parte dell’Azienda, che sopporta, da oramai 3 mesi, l’insediamento di tende con connesso barbeque sul proprio terreno antistante l’entrata principale dello stabilimento dal quale entrano i Clienti, con, come si può ben intuire, grave danno d’immagine all’Azienda stessa”. Parte poi un attacco alla Regione: “Adesso oltre a quanto già si sopporti dobbiamo anche leggere di interrogazioni volte ‘a verificare l’esistenza di eventuali anomalie nell’uso di fondi regionali da parte dell’Aviointeriors’, quando questa Azienda non solo non ha mai goduto sino ad oggi, di alcun contributo regionale, ma è dovuta ricorrere persino al Tribunale nel tentativo di vedersi riconosciuto l’unico richiesto (e sta ancora aspettando)”. Aviointeriors non ne vuole sapere inoltre di comunicare alla Regione, come chiesto da Giancola, Forte e Simeone, i propri piani industriali. “Questa è una Azienda privata e non pubblica – dicono da Avio – e tali informazioni sensibili non è tenuta a divulgare in alcun modo”.

Aviointeriors lamenta anche che le istituzioni si siano limitate ad ascoltare solo chi ha perso il lavoro e non l’azienda, che si dice aperta al dialogo: “Qualora i consiglieri pontini volessero incontrarci non debbono far altro che, previo appuntamento, presentarsi presso lo Stabilimento ove saremo ben lieti di riceverli e dare loro anche il nostro punto di vista”. Ma poi parte l’accusa piccata a Forte, Giancola e Simeone: “Se analoga determinazione da parte dei consiglieri pontini fosse posta nel promuovere le attività, le competenze, i prodotti del territorio, nel facilitare l’insediamento di nuove attività, nel supportare strenuamente quelle esistenti anziché accanirvisi contro, molto probabilmente non si ritroverebbero a discutere della desertificazione industriale dell’area pontina”. L’azienda conclude la nota rammaricata per il fatto che 35 licenziati contino più degli altri 250 che continuano a lavorare, subendo “Queste, a dir poco, spiacevoli situazioni”.

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