Atto aziendale, sul San Giovanni di Dio Caporossi gela De Meo. Il Sindaco: “La Regione ci ignora”

di Redazione – Non è andato nel migliore dei modi l’incontro tra Salvatore De Meo e il direttore generale della Asl di Latina, Michele Caporossi. Allìappuntamento erano presenti anche i capigruppo consiliari, il Direttore Sanitario ASL Alfredo Cordoni, il Presidente del Consiglio comunale Maria Luigia Marino e i rappresentanti del Comitato pro Ospedale e della Fondazione S. Giovanni di Dio. Quel che emerge dalla nota del sindaco fondiano, è che le responsabilità della marginalizzazione dell’ospedale San Giovanni di Dio non sono da imputare alla Asl, bensì alla ferma volontà della Regione Lazio che continua a ignorare le richieste provenienti dal comprensorio pontino.

Caporossi, ammette De Meo, già in passato si era speso chiedendo ben 70 assunzioni di personale sanitario per la provincia di Latina. Ma dalla Regione ottenne solo 3 assunzioni. L’atto aziendale rischia di aggravare ulteriormente la situazione, perché si incentra tutto sull’Ospedale di Latina, trasformato in Dea di II livello, e trascura i singoli nosocomi. Fondi resterà privo del servizio di emergenza H24, Laboratorio analisi, Cardiologia e Radiologia, con gravi limitazioni sull’operatività di reparti di eccellenza quali l’Ostetricia-Ginecologia, declassata da UOC – Unità Operativa Complessa a Unità Semplice, sprovvista del primariato. Caporossi nell’incontro di mercoledì ha anche aggiunto che la Regione Lazio esclude di ripristinare a Fondi l’area di emergenza, nonostante la presenza di un punto nascita. E il direttore della Asl ha aggiunto di non escludere la sospensione dell’operatività dello stesso punto nascita.

Il Piano Strategico redatto da Caporossi non penalizza l’ospedale di Fondi, ma di fatto è inattuabile perché costerebbe cospicue risorse. E la Regione, è il sospetto di De Meo, utilizzerà la scusa del piano di rientro dal deficit per mascherare la mancata volontà di investire sulla sanità pontina. “Spiace dirlo – afferma De Meo – ma ci sentiamo ignorati, come se i cittadini del comprensorio di Fondi non appartenessero alla Regione Lazio e non avessero pari dignità rispetto ai residenti di altri territori”. De Meo, ancora una volta promette battaglia: “A fronte del silenzio della Regione Lazio, sono convinto che questo comprensorio dovrà far sentire con ancora più forza la propria voce per rivendicare la necessità di una modifica delle scelte sinora fatte sull’ospedale di Fondi”.

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