Ater, un buco da 2,8 milioni. Simeone incontra i dirigenti di Latina

di Redazione – Vogliono vederci chiaro i consiglieri regionali di Forza Italia sullo stato dell’Ater di Latina. Per questo Pino Simeone, Mario Abbruzzese e Adriano Palozzi hanno visitato sia la sede di Latina che quella di Frosinone. La Regione Lazio infatti ha intenzione di ridurre le sette sedi attuali a tre. “L’emergenza abitativa non può essere affrontata senza un piano industriale – spiega Pino Simeone – le risorse vanno ottimizzate altrimenti rischiamo di trovarci di fronte ad una struttura improduttiva, va fatta una indagine conoscitiva per capire come migliorare il servizio sul territorio”. Per Pino Simeone serve una riforma che organizzi le competenze e che non si limiti solo ad abbattere i costi e ad acuire i disagi.

A spiegare la situazione degli uffici del capoluogo pontino sono stati il direttore generale dell’ente, Paolo Ciampi, e il commissario straordinario Fabrizio Ferracci. Le entrate dei contratti di locazione, hanno spiegato i due dirigenti, coprono solo il 75% delle spese per la manutenzione degli alloggi. “L’Ater di Latina gestisce 7.400 alloggi in tutta la Provincia, e i suoi bilanci si fondano sui ricavi derivanti dai canoni e sulle vendite degli alloggi, anche se c’è da dire che le vendite non sono frequenti”, ha spiegato Ciampi ai consiglieri regionali. Ma l’Ater sconta anche un problema di morosità sui canoni di affitto. Anche questo contribuisce al passivo dell’azienda, calcolato in 381 euro per 7.400 alloggi. Totale: 2,8 milioni di euro. “Noi la spending review l’abbiamo attuata da tempo – ha spiegato Ferracci – e abbiamo avviato un’indagine interna in un’ottica di trasparenza. Certo che i problemi di gestione non mancano e li fronteggiamo con personale inadeguato se pensiamo che in pianta organica sono previsti 77 addetti ma di fatto ci sono 52 impiegati. Ad ogni modo i dirigenti sono disponibili a discutere della riduzione delle sedi: “Da parte nostra siamp pronti a dare il nostro contributo per consegnare un’azienda con i conti in ordine e che non abbia debiti”, dicono Ciampi e Ferracci. Ma ricordano il loro scopo: “Siamo cinghia di trasmissione tra le esigenze del territorio e la Regione, un ruolo che a nostro avviso non va perso”.

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