Aprilia, sui contributi elettorali la maggioranza crede a Terra. Tensione in Consiglio

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Fiducia rinnovata, almeno da parte della maggioranza. Si è concluso così il Consiglio Comunale di Aprilia che si è tenuto ieri e in cui il Sindaco Antonio Terra era chiamato a riferire in aula in merito ai finanziamenti ricevuto per la campagna elettorale del 2013. In aula il primo cittadino ha sostanzialmente ripetuto quanto detto in una recente conferenza stampa. Non sono stati commessi illeciti, la cittadinanza di Aprilia è sempre stata tutelata, con Rida Ambiente sono in corso dei contenziosi che dimostrano come nonostante il rapporto tra il Sindaco e Fabio Altissimi, l’azienda dove si lavorano i rifiuti non avrebbe avuto favoritismi.

Nel dibattito durato 5 ore ha preso la parola Carmen Porcelli, principale accusatrice di Antonio Terra. La consigliera di opposizione ha rinnovato al sindaco la richiesta di dimissioni, ripetendo accuse e dubbi nei confronti della condotta del Primo Cittadino.

L’assise non è servita a chiarire l’accaduto. Terra ha ripetuto la tesi del complotto, orchestrato dalla minoranza con il supporto dei media, rei di aver diffuso le intercettazioni con Fabio Altissimi. Ma soprattutto ha sostenuto di essere un uomo libero. Non gli crede l’opposizione, dove i più scontenti sono apparsi Carmen Porcelli e Vincenzo Giovannini del PD. Ma la minoranza non è stata in grado di produrre nessun atto concreto. Insomma, al termine di una seduta lunga e accesa Terra se ne è andato forte del sostegno della sua maggioranza che compatta gli ha rinnovato la fiducia. “Risulta destituita di ogni fondamento l’accusa al Sindaco di sudditanza nei confronti di un imprenditore che ha contribuito alla sua campagna elettorale – si legge nel documento proposto dalla maggioranza -, tra l’altro, in modo del tutto lecito, tracciato con regolare versamento sul conto corrente dedicato a tale scopo. Gli interessi della Città risultano inconfutabilmente tutelati dagli atti adottati sino ad oggi dall’Amministrazione Comunale che, al contrario dell’accusa, vanno contro gli interessi dello stesso imprenditore”.

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