Aprilia, Rida verso lo stop all’attività. Azienda e Comune chiedono risposte alla Regione

di Redazione – R.I.D.A. Ambiente ha comunicato con una nota firmata dal suo amministratore Fabio Altissimi che dal 10 marzo non tratterà più i rifiuti solidi urbani provenienti da circa un milione di abitanti della Regione Lazio. Questo perché la Regione non ha indicato una rete integrata e adeguata di impianti di trattamento e smaltimento, incluse le discariche, per la gestione dei rifiuti solidi urbani. Il problema, spiega l’azienda di Aprilia, è che non sa dove portare le circa 89.000 tonnellate di rifiuti annue prodotte dopo il trattamento nel suo impianto tmb che permette di recuperare il 61% dei rifiuti indifferenziati in entrata. Ma il 35-39% di scarto va conferito o nella discarica del SubAto Latina o in quella diel SubAto Colleferro. Entrambe possono accogliere un quantitativo decisamente inferiore a quello chiesto da Rida. Anzi, con Colleferro il contratto scade il 9 marzo e per il rinnovo Rida si è vista chiedere una cifra maggiore che non è disposta a sostenere. La stessa Rida aveva già chiesto alla Regione Lazio di indicare altri siti per il conferimento degli scarti sin dal maggio scorso. La Regione non solo non ha saputo fornire risposte ma ha vietato a Rida di portare i suoi rifiuti fuori il Lazio. Per questo dal 10 marzo Rida si trova costretta a smettere la propria attività, pur sollecitando la Regione Lazio e la Commissione Europea ad intervenire per risolvere la situazione.

La decisione sta allarmando il sindaco di Aprilia, Antonio Terra. Se Rida chiudesse Aprilia vedrebbe lievitare il costo di trasporto dei rifiuti che dovrebbero essere conferiti a Frosinone. “In pratica, facendo tutti i calcoli, il costo del conferimento si alzerebbe del 20%”, è la considerazione di Terra. Anche il Primo Cittadino di Aprilia ha sollecitato la Regione Lazio ad intervenire indicando una soluzione.

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