Alla Janssen di Latina il nuovo farmaco per l’epatite C, nel polo pontino investimenti per 80 milioni di euro

di Redazione - Simeprevir, il nuovo farmaco per l’Epatite C sarà prodotto dalla Janssen Italia nello stabilimento di Latina, a conferma dell’importanza strategica del polo pontino per il quale è previsto un piano di sviluppo industriale con investimenti per 80 milioni di euro. Queste le novità presentate dall’azienda farmaceutica del Gruppo Johnson & Johnson in occasione dell’incontro “Investire in Salute per Rilanciare l’Economia”, al quale hanno partecipato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, il direttore generale dell’Aifa, Luca Pani, ed il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti.

Il sito produttivo Janssen di Latina è stato scelto come centro di produzione a livello mondiale di simeprevir questo perché il distretto pontino rappresenta un esempio virtuoso nel panorama industriale nazionale e della Regione Lazio avendo visto negli anni una costante evoluzione, senza mai conoscere la crisi. Al momento nel sito industriale lavorano 650 collaboratori oltre al 250 nell’indotto. Non dimentichiamo che il polo farmaceutico del Lazio meridionale è al secondo posto dopo la Lombardia per numero di imprese e addetti e al primo posto in Italia per valore del’export così come la provincia di Latina con un export di 3.599 milioni di euro è prima sul totale della farmaceutica e del manifatturiero.

Quindi, spiega il Presidente e Amministratore Delegato di Janssen Italia e Presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, “diversi sono i fattori che concorrono a rendere l’Italia un Paese competitivo e a richiamare investimenti, come nel caso dello stabilimento di Latina. Si tratta di atout importanti che Janssen ha saputo cogliere e valorizzare, anche per la corrispondenza tra la cultura del lavoro di quest’area e il proprio impegno per l’innovazione, la crescita professionale dei collaboratori e l’attenzione alla sostenibilità ambientale. Ma se vogliamo favorire questa crescita – conclude Scaccabarozzi – sono necessarie azioni politiche incisive che vadano nella direzione di migliorare l’accesso ai nuovi farmaci, con un rapido accesso e il giusto riconoscimento ai nuovi farmaci innovativi, e al tempo stesso rendere più efficienti le procedure, in modo da valorizzare la presenza industriale nel Paese. Infine va riconosciuto un approccio nuovo da parte delle Istituzioni – Governo e importanti Regioni – di maggiore attenzione e sensibilità verso le imprese del farmaco. È fondamentale riconoscere che i farmaci sono uno strumento di efficienza per tutto il sistema di Welfare e vanno valutati per i risparmi che generano per il SSN e la spesa socio-assistenziale”.

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