Agricoltura, a Latina e provincia la percentuale più alta di lavoratori in nero. L’indagine della Uil

Il settore agricolo è ancora il comparto in cui si registra la più elevata incidenza di fenomeni di evasione ed elusione fiscale e contributiva in modo particolare nel Lazio. Questi i dati presentati dalla Uil di Roma e del Lazio, in collaborazione con la categoria del settore (UILA) e l’istituto di ricerche economiche e sociali Eures.

Il sommerso nell’agricoltura laziale ammonta a circa 300 milioni di euro e i lavoratori irregolari sono 13mila su 41mila.

Il Lazio, spiega il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio Alberto Civica, è “una regione dove, nonostante la Capitale sia il più grande comune agricolo d’Europa, il lavoro in agricoltura è numericamente inferiore al dato nazionale e pertanto risulta ancora più grave la vasta componente soprattutto di irregolarità da cui è caratterizzata. Irregolarità documentata non soltanto dai dati, ma anche dalle numerose testimonianze raccolte durante la nostra inchiesta sul campo, durante la quale tutti gli intervistati, forse con un’unica eccezione, riferivano di ore di lavoro aggiuntive rispetto al contratto, di pagamenti inferiori a quelli previsti per legge, di condizioni di lavoro completamente inadeguate e spesso non a norma”.

“Basti pensare alla nota comunità indiana di Latina e provincia – continua Civica – dove tra l’altro abbiamo realizzato la nostra inchiesta. Comunità dedita quasi interamente al lavoro agricolo e spesso con grosse difficoltà linguistiche che sicuramente non aiutano nella rivendicazione dei propri diritti. Nella provincia pontina si concentra la percentuale più elevata di lavoratori in agricoltura (16,5 mila unità) e di conseguenza di lavoratori in nero nel settore che, stando ai dati ufficiali e quindi sottostimati rispetto alle reali dimensioni del fenomeno, ammontano nel Lazio a 758 unità”.

Nel Lazio i lavoratori irregolari del comparto agricolo sono infatti stimati in oltre 13 mila unità, pari al 3,4% dei quasi 400mila irregolari presenti nella regione. A livello nazionale sono quasi 3,7 milioni e gli addetti all’agricoltura ne rappresentano il 5,7% (circa 210mila unità).

“Uno scenario che ci auguriamo possa presto cambiare grazie anche alla recente approvazione della legge sul caporalato – commentano il segretario regionale della Uil di Roma e del Lazio, Pierluigi Talamo e il segretario generale della UILA, Antonio Mattei – legge che, prevedendo un inasprimento delle pene per i caporali e per le aziende che sfruttano il caporalato, indennizzi per le vittime e un piano di interventi per l’accoglienza dei lavoratori agricoli stagionali, oltre al rafforzamento della rete del lavoro agricolo di qualità, dovrebbe garantire maggiore legalità e risultati economici più positivi per l’intero settore”.

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