Acqua pubblica, Forza Italia: Conferenza dei Sindaci immobile, qualcuno sta favorendo Acea

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I sindaci di Forza Italia insieme al coordinatore Giuseppe Di Rubbo.

Forza Italia è a favore della ripubblicizzazione del servizio idrico ma sospetta che l’immobilismo della Conferenza dei Sindaci nasconda la volontà di lasciare che sia Acea a comprare le quote di Veolia, parte privata di Acqualatina. Questo in estrema sintesi quanto espresso oggi in una conferenza stampa in cui il coordinatore provinciale Giuseppe Di Rubbo ha riunito i sindaci Armando Cusani, Salvatore De Meo, Cosmo Mitrano e Federico Carnevale, amministratori di Sperlonga, Fondi, Gaeta e Monte San biagio. Per questo i sindaci azzurri hanno chiesto una convocazione straordinaria della Conferenza dei Sindaci dell’Ato 4 per uscire da quello che ritengono un immobilismo e avviare iniziative concrete per arrivare alla ripubblicizzazione del servizio idrico.

Tanti i temi affrontati in oltre due ore: si è partiti dall’atteggiamento della conferenza dei sindaci coordinata da Eleonora Della Penna, sul banco degli imputati insieme al Sindaco di Formia Sandro Bartolomeo e a Damiano Coletta sindaco di Latina. Non sono mancati riferimenti al CdA di cui sono state chieste le dimissioni.

“Non è nostra abitudine fare demagogia e populismo su materie delicate come queste dell’acqua e dei servizi ai cittadini”, ha esordito Giuseppe Di Rubbo prima di lasciare la parola ai sindaci.

Il primo a intervenire è stato il sindaco di Fondi, Salvatore De Meo: “Non è che cambiamo idea sulla pubblicizzazione dell’acqua – ha precisato subito il Sindaco di Fondi -. Quando nacque l’Ato noi abbiamo optato per la società partecipata. Era una scelta doverosa perché i Comuni non avrebbero avuto capacità gestionale. Il soggetto privato ha costruito un know how e un’esperienza che può essere ora trasferita ai Comuni. Nel 2013 – ha ricostruito De Meo – i Comuni ora in prima fila, chiamati a votare per la ripubblicizzazione, non parteciparono al voto”. Non sono mancate le accuse a Eleonora Della Penna, ritenuta non in grado di coordinare l’assemblea dei sindaci tanto da non essere riuscita a trovare un sistema alternativo all’aumento delle tariffe proposto dal gestore e che sarà applicato ad ogni modo dall’autorità in mancanza di decisioni. “Il Presidente ha ben compreso il meccanismo – ha dichiarato De Meo – ma altri sindaci hanno ritenuto di esprimere un voto politico. La non approvazione della proposta (di aumento delle tariffe, ndr) era un giudizio politico sulla governance”. Già, quel CdA di cui ora sono state chieste le dimissioni. “Quando si chiedono le dimissioni di un organo esecutivo lo si fa per mancanza di investimenti – puntualizza De Meo – che però devono essere proposti dalla conferenza sindaci”, questo come per dire che senza un indirizzo proveniente dai primi cittadini, il Consiglio di Amministrazione è di fatto impotente.

“Sulla ripubblicizzazione non ci stiamo svegliando ora”, infatti, ricorda De Meo, in una conferenza dei sindaci in cui si votata cosa fare di 4 milioni di euro avanzati dai canoni concessori, i sindaci di Forza Italia rappresentanti da Federico Carnevale, proposero di accantonare la quota e riutilizzarla per l’acquisto delle quote del socio privato. La proposta fu bocciata perché i Comuni preferirono spartirsi quei soldi e inserirli in bilancio. Mentre oggi che si parla con insistenza di acquistare le quote del privato, il vero ostacolo è proprio trovare i fondi, anche se una soluzione ci sarebbe, e Forza Italia intende proporla nella prossima riunione dei sindaci dell’Ato 4.

Ad oggi né Idrolatina né Veolia hanno ricevuto dai Comuni la richiesta di acquisizione delle quote che potrebbe essere un contraltare a quella fatta da Acea – ha aggiunto De Meo – I sindaci dovrebbero chiedere di soprassedere su Acea. Niente è stato fatto ma si continua a parlare”. Insomma, ragiona De Meo, mentre si continua a discutere di come arrivare all’acqua pubblica Veolia potrebbe già aver venduto le quote di Acea e a quel punto. “C’è una strategia di chi si dice a favore dell’acqua pubblica e invece sta favorendo l’acquisto di Acea per avere un interlocutore con più affinità politiche per la sostituzione di un socio privato con un altro”, questa l’accusa di De Meo diretta a Sandro Bartolomeo, sindaco PD di Formia

Per scongiurare tutto questo Forza Italia avanzerà la sua proposta nella prossima Conferenza dei Sindaci. La soluzione prevede: l’acquisto delle quote attraverso i 4 milioni dei canoni concessori, la verifica della possibilità di riconvertire in aumenti di capitale gli importi che i Comuni devono ricevere per i mutui contratti sui beni comunali, l’articolazione di un piano economico finanziario che accenda una linea di credito nella quale considerare anche gli utili del soggetto gestore, e, infine, sollecitare la Regione ad un intervento finanziario.

Sulla questione, è un fiume in piena Armando Cusani. Per l’ex presidente della Provincia si sono persi due anni, vanificando in alcuni casi anche gli sforzi fatti dalla sua amministrazione. Successi evidenti dal fatto che i lidi gestiti da Acqualatina sono stati premiati con 8 bandiere blu, ma anche dal numero dei depuratori funzionanti, 60 su 60 totali (mentre prima di Acqualatina ne funzionavano 3 e molti comuni erano senza acqua corrente nelle abitazioni, questa la precisazione del Sindaco di Sperlonga).

La conferenza dei sindaci è bloccata da qualcuno che ha portato avanti il mantra dell’acqua pubblica – ha dichiarato Cusani – C’è la necessità di fare investimenti per superare le emergenze ambientali. Oggi c’è una crisi idrica del sud pontino e lo dico a quel solone di Bartolomeo, che è amministratore di lungo corso”. Per Cusani invece di fare investimenti per risolvere la grave situazione di carenza idrica che ha interessato i comuni del sud pontino questa estate, ogni sindaco preferisce rimanere bloccato. E a causare il blocco sono quei Comuni ai quali sono stati destinati in passato investimenti per 70 milioni, e cioè Aprilia, Latina, Formia e Cori.

Sul fronte della ripubblicizzazione Cusani è stato chiaro. Non importa la forma giuridica, se società pubblica, privata o partecipata: “La differenza la fa la capacità di attuare il programma”. Cusani ha ammesso di non essere mai stato a favore della gestione pubblica neppure quando era presidente della Provincia e gli fu dato mandato di avviare le trattative con Veolia per l’acquisto delle quote private. Eppure, ha ricordato, “Ho espletato fino in fondo quel mandato al punto che Veolia si era resa disponibile a cedere le sue quote ai Comuni. Perché ciò che avevo costruito non è continuato? Ora Acea incombe e non abbiamo troppe possibilità di impedire che Veolia ceda le sue quote ad Acea. Veolia può vendere a chi vuole”. Sono le leggi del mercato, del resto. Ma Acea, ha detto Cusani, è un pessimo gestore del servizio idrico, e lo dimostrano i tanti problemi dei Comuni romani, alle prese con mari inquinati, arsenico nelle acque, fogne e depuratori obsoleti

Questa ripubblicizzazione è un assist ad Acea – ha continuato Cusani, sulla stessa linea di De Meo -. Chi ha interesse? Il sindaco di Formia ha rapporti con le utilities romane. Forse lui che sa incidere su pensiero altrui ha organizzato questa strategia. Spinge su questo mantra per far entrare il cavallo di troia. Sarà un disastro se entra Acea”.

Cusani ha difeso anche il CdA, di cui sono state chieste le dimissioni: “Se ci dimostrano che la governance è fallimentare siamo i primi a sfiduciarli. Maquel documento in cui sono state chieste le dimissioni è ai limiti della legalità. Non si possono costringere le persone alle dimissioni senza argomentazioni”.

Per il sindaco di Gaeta, Cosmo Mitrano, la questione della ripubblicizzazione è: “Populismo per qualche consenso in più. Questa perdita di tempo farà acquisire quote ad Acea”.

Il Sindaco di Gaeta però è pronto alle maniere forti: se la Conferenza dei Sindaci continuerà a rimanere impantanata, porterà 160 mila persone sotto il Comune di Latina o la sede dell’Ato 4. Sono coloro che per 4 mesi hanno sofferto la mancanza di acqua in estate. “Qui si parla di bene comune e poi 160 mila abitanti sono rimasti senza acqua per 4 mesi – ha attaccato Mitrano -. Io vorrei che questi filosofi venissero a Gaeta”, dove, ha spiegato il Sindaco, per farsi una doccia è stato necessario usare gli annaffiatoi appunto per 4 mesi, e lo  stesso è successo anche a Formia. Il riferimento è a Sandro Bartolomeo, come a dire che anche Formia ha sofferto per la mancanza di acqua ma invece di sollecitare investimenti contribuisce all’immobilismo che non porterà all’acquisizione delle quote di Veolia. E per ironia della sorte, una nuova fonte di acqua che potrebbe risolvere la crisi è stata trovata in località 25 Ponti, proprio nel Comune di Formia.

“Se non miglioriamo le fonti già esistenti e se non destiniamo le risorse al golfo di Gaeta, io mi farò promotore con una nota con i sindaci del Golfo di Gaeta e alla prossima conferenza dei sindaci porto 160 mila abitanti sotto l’Ato 4 o sotto il comune”, ha ribadito Mitrano, prima di passare a parlare del ruolo del Sindaco di Latina. “Coletta  – ha incalzato Mitrano – dovrebbe essere il primo a tutelare il bene comune. Ma adesso sento tante chiacchiere. Io chiedo senso di responsabilità nell’affrontare questa problematica perché io non posso più aspettare”.

L’ultimo a parlare è stato Federico Carnevale, che ha difeso la gestione di Acqualatina, che, ha detto, investimenti ne ha fatti. Anche per questo non ha senso sfiduciare il CdA. “Noi non vogliamo poltrone – ha dichiarato il primo cittadino di Monte San Biagio -. Ci siamo piegati a volontà scellerate e lungaggini per la nomina di questo CdA con selezione pubblica e valutazione dei curricula. Adesso li vogliono sfiduciare?”. Carnevale ha invitato tutti a ragionare per favorire l’interesse della comunità e lasciare da parte la politica. Anche lui si è appellato a Damiano Coletta: “Il Sindaco di Latina deve condurre battaglie giuste e non fare gli interessi di Acea. Tutta questa battaglia porterà idrolatina ad essere sostituita da Acea”, questa la certezza di Carnevale.

“Si parla di slogan senza atti concreti – ha concluso Di Rubbo -, ecco perché presentiamo la nostra proposta per un percorso, vogliamo confrontarci e arrivare a un risultato”.

Tuttavia per arrivare all’acquisto intero di Acqualatina, ci vogliono almeno 20 milioni di euro. Questa la cifra che avrebbe offerto Acea a Veolia. Tutto è molto complicato, ma può essere praticabile se si esce dall’immobilismo e dalle chiacchiere e se si fanno azioni concrete, questo almeno il pensiero dei Sindaci di Forza Italia. Senza contare che tutto questo, stando a quanto emerso nella conferenza stampa di oggi, sarebbe potuto avvenire senza troppi proclami se fosse stato attuato l’accordo che aveva raggiunto Cusani quando da Presidente della Provincia aveva raggiunto un’intesa con Veolia che prevedeva un acquisto graduale delle quote. Adesso rimane da vedere come reagirà Eleonora Della Penna, se e quando convocherà la Conferenza dei Sindaci, e quale posizione prenderanno i Comuni gestiti dal PD e dai movimento civici.

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