A Sabaudia con l’obiettivo Tokyo 2020: parola al ct della canoa Guglielmo Guerrini

Tuta, volto sorridente e attenzione assoluta per la stesura dei programmi di allenamento. Anche la domenica mattina. Si presenta così Guglielmo Guerrini, il commissario tecnico della nazionale italiana di canoa, impegnato a Sabaudia con i suoi atleti per il raduno pre-stagionale.

Professore, ripartiamo dopo un 2017 ricco di successi. Come valuta la stagione scorsa?

Bisogna esaltare innanzitutto l’ottimo lavoro di Ezio Caldognetto, direttore tecnico del settore giovanile. Effettivamente il 2017 è stato un anno davvero importante. tutto l’ambiente è cresciuto grazie allo sviluppo di una vera e propria cultura di squadra. Su questo aspetto dobbiamo riconoscere che i giovani sono sicuramente più disponibili rispetto ai veterani. i risultati importanti della squadra Senior sono stati raggiunti anche grazie all’amalgama raggiunta. Dal punto di vista tecnico possiamo dire che tutte le medaglie, che chiaramente provano il raggiungimento dell’obiettivo prefissato, hanno innalzato la consapevolezza della squadra. Possiamo citare i risultati del duo Freschi-Beccaro, di Tacchini e dei fratelli Craciun. Anche la squadra femminile ha dato ottimi risultati anche se ha risentito dell’infortunio della Petracca. Guardando alle ragazze ritengo che la nostra squadra abbia grandi potenzialità che mi fanno ben sperare per la prossima stagione”.

Quali sono i prossimi obiettivi?

Inutile dire che tutto il settore è proiettato alle Olimpiadi del 2020 a Tokyo. Quello che facciamo e faremo da qui ai prossimi mesi è in funzione della competizione sportiva per eccellenza: l’olimpiade. Certamente vorremo far bene nella Coppa del Mondo e nell’Europeo Under 23 e Junior che peraltro si svolgerà a Auronzo di Cadore a Belluno e quindi ci teniamo in modo particolare. Per l’Europeo senior, invece, andremo a Belgrado. È bene precisare però che ogni gara per noi rappresenta un dato, un valore che ci dà cognizione della bontà o meno del nostro lavoro e su cui dobbiamo lavorare per gli impegni futuri. Sulle gare va precisato che come la Federazione Italiano si stia facendo promotore di una revisione delle competizioni. Allo stato attuale, una competizione come la Coppa del Mondo è concentrata in un lasso temporale relativamente breve e per la quale una squadra si allena per molto tempo. Riteniamo più proficuo che per gli sport della canoa e del canottaggio sia più opportuno spalmare gli impegni agonistici in tutto l’arco dell’anno anche in giro per i diversi Continenti”.

Cosa rappresenta Sabaudia per la canoa italiana?

Come esponente della Federazione posso dire che a Sabaudia ci sentiamo a casa. Qui insiste un rapporto meraviglioso con le Forze e i Corpi Armati che, oltre a garantirci il supporto logistico, va hanno gli atleti migliori. A Sabaudia vengono ad allenarsi gli atleti di tutto il Mondo, la nostra intenzione è continuare a svolgere le nostre attività in questa località che non ci fa mai mancare l’affetto. Considero questo particolare contesto un elemento determinante della crescita degli atleti e della squadra in generale e con l’occasione voglio ringraziare i miei più stretti collaboratori: Stefano Loddo, Antonio Cannone, Vartolomei Mihail Misha, Alessandro Ventriglia, Ezio Caldonetto. Poi, devo anche ammettere di essere legato tantissimo a Sabaudia visto che ha un significato affettivo tutto particolare. Questo è il posto della svolta mia e di mia moglie Josefa Idem. Qui ho svolto con lei il primo raduno nell’inverno del 1989 e entrambi abbiamo deciso di cambiare vita: io ho declinato la proposta che di allenare una squadra femminile di pallavolo e Josefa ha lasciato la Polizia. Erano altri tempi e lei, da poliziotta della Germania Ovest, ricordo che ci pensò molto prima di questa decisione. Le cose poi sono andate nel verso giusto.

Prima di salutarci, l’ultima battuta sulla moglie. Sarà della partita alle elezioni del 4 marzo?

Josefa non è rimasta particolarmente entusiasta dell’esperienza di questa legislatura ed ha scelto di non presentarsi alle prossime politiche. Anche se è stata Ministro allo sport con il Governo Letta non si reputa soddisfatta, consapevole di non essere riuscita ad incidere (o non aver potuto n.d.r.) come avrebbe voluto e come erano i programmi alla vigilia.

SHARE